Strategie Texas Hold’em 2

Seduti al tavolo, tutti i giocatori hanno un loro modo di atteggiarsi differente e originale, molto importante è la ricerca del proprio stile, non per emulare qualcuno o per sembrare un divo del tavolo, ma per riuscire a trovare la forma di gioco che più si addice al proprio carattere, infatti si può affrontare un tavolo o un torneio di poker in modo molto differente, ci sono due grosse categorie nelle quali normalmente di dividono i giocatori di poker: giocatori Tight e giocatori Loose, a loro volta poi queste grandi categorie hanno dei sottoinsiemi con variabili molteplici. Questi due nomi definiscono un approccio al tavolo da poker molto differente, infatti i giocatori Tight preferiscono giocare di base con delle buone mani di partenza, non inmischiarsi in piatti difficoltosi, rilanciare solo in posizione e con buone carte, attendere che il gioco venga da loro e non forzare le situazioni più del necessario, al contrario i giocatori Loose si dimostrano aggressivi, rilanciano spesso, cercano di rubare i Bui, parlano al tavolo e intimoriscono gli avversari (questo solo alcuni), fanno valere il loro stack se ne hanno accumulato uno, non aspettano gli eventi ma cercano di crearli. Entrambi gli stili di gioco possono portare a grandi risultati, la cosa migliore anzi è riuscire a mixare le due differenti modalità ed alternarle a seconda del momento del gioco. I grandi campioni lo sanno fare, ossia sanno aspettare quando le carte non girano e il momento è negativo e sanno “spingere” quando invece il tavolo lo concede.

Per i novizi le prime cose da imparare sono molte, ma quella fondamentale è sicuramente la selezione della mani con le quali giocare e le posizioni al tavolo dalle quali è meglio non entrare nel piatto. Partendo dal presupposto che ogni coppia di carte a poker ha una sua valenza e che è possibile giocare con tutte le carte la selezione delle mani almeno all’inizio è fondamentale per non rischiare di sbattere la testa contro dei muri inaspettati. Cosa vuol dire selezionare le mani? Semplicemente sapere quali coppie di carte vanno giocate e non portano rischi e quali invece se giocate possono nascondere dei pericoli che per chi non è ancora avvezzo al gioco possono non essere percepibili.

Buone mani di partenza sono ovviamente: AA, KK, QQ, JJ (quest’ultimo spesso è pericoloso e a volte si finisce con giocarsi un coin-flip con l’avversario), AK, AQ, queste son le mani che normalmente portano meno rischi come tutte le coppie medie e basse che però sono un po’ più difficoltose da giocare, specialmente dopo il flop. Nel caso di una coppia medio bassa in mano (Da TT a 22) è sempre una buona idea giocarla in posizione, ossia tra gli ultimi a parlare, mai “limpare”, ossia fare Call, al contrario un buon rilancio di 3 o 4 volte il Big Blind è sempre una buona idea per scremare il gruppo di partecipanti che vorranno giocarsi il piatto, se infatti uno contro uno una coppia in mano è un buon punto di partenza in 3 o 4 giocatori diventa difficile da gestire soprattutto se non si “setta” (si trova il set ossia la terza carta uguale).

Torna alla parte 1 delle strategie di gioco per il Texas Hold’em poker