Strategie Texas Hold’em poker 1

l Texas Hold’em come tutti i giochi di poker è costituito di differenti parti che unite danno origine alla complessità di questo splendido gioco. Queste parti sono identificabili in differenti ambiti.

  • La fortuna, senza di essa nessun giocatore anche il più forte campione, possa esso essere Phil Ivey, Daniel Negreanu o chiunque sulla Terra difficilmente riuscirà a vincere un torneo importante.
  • Le percentuali matematiche, sono fondamentali se si considera il poker come una scienza legata ai numeri come in realtà è, certo molte volte le percentuali tradiscono incredibilmente le aspettative, ma sul lungo termine solitamente hanno ragione essendo essenzialmente pura matematica.
  • La psicologia, infatti il poker è un gioco totalmente psicologico, capire gli avversari, individuarne i punti deboli e sfruttarli è fondamentale, capire quali siano i “tells” dei giocatori, ossia quei movimenti spesso inconsulti che molti giocatori fanno (toccarsi gli occhiali, giochicchiare con le dita, stirarsi, battere gli occhi velocemente, ecc.). Spesso comprendere questi gesti aiuta i grandi giocatori a capire se un avversario possa avere una buona mano o no. Un altro aspetto psicologico è quello dovuto al fatto di intimorire gli avversari, costruirsi un personaggio al tavolo è fondamentale, aggredire gli avversari e mai farsi aggredire, se infatti gli opponenti penseranno di avere al tavolo un giocatore “soft” lo stack ne risentirà subito e difficilmente si uscirà da una situazione del genere. Altro aspetto molto importante è conoscere o comprendere i propri avversari, studiarli, nelle mani nella quali non si prende parte al gioco attivo è necessario concentrarsi e cercare di cogliere le strategie dei giocatori al tavolo.

Conoscere le regole basilari del poker e sapere quando è tempo di lasciare una mano e quando è invece tempo di “spingere”, di conseguenza avere coscienza delle posizioni al tavolo, sapere che se si è subito dopo i Bui la nostra posizione è molto debole ed è sconsigliato giocare almeno non si abbia una mano molto buona, al contrario comprendere che se si è in posizione di Dealer la posizione è la migliore al tavolo e quindi è possibile giocare anche con mani marginali e se nessuno ha deciso di entrare nel piatto ed in gioco ci sono solo Piccolo e Grande buio rilanciare non è una brutta idea, questo in gergo si chiama tentare di rubare i Bui è una tecnica che nelle parti centrali e finali dei tornei è molto importante almeno quanto difendere i propri Bui proprio da tentativi di “rubata”. Come già detto mai dimostrarsi deboli potrebbe essere un errore imperdonabile.

Tutti questi aspetti più svariati altri vanno a formare appunto la complessità del poker, le percentuali che lo compongono sono variabili a seconda dei casi a mio parere le due grandi categorie nelle quali si può dividere il poker sono fortuna e tecnica e vanno di pari passo 50% per ciascuna, a volte la fortuna è più importante ed incisiva della pura bravura di un giocatore, con un esempio classico tutto sarà più semplice. Se si parte con in mano AA e si riesce a far andare l’avversario All-in, si parte sicuramente con la mano migliore e si è stati abili a indurre l’opponente ad andare All-in, lui mostra 22 per esempio e una volta girate le cinque carte sul Board grazie ad un 2 è proprio lui a vincere, così si capisce che partendo dall’80% di probabilità di vittoria e una buona tecnica si può essere battuti dalla pura fortuna.

Continua con la parte 2 delle strategie per il Texas Hold’em poker